Come preparare una pasta risottata cremosa: il metodo usato dagli chef

Una casseruola larga sul fuoco, il sugo che fa appena qualche bolla e la pasta ancora cruda buttata dentro così, senza passaggi intermedi. La pasta risottata, cioè cotta come un risotto, bagnandola a poco a poco con il liquido. Una consistenza cremosa e vellutata, senza panna o burro.

Perché questo metodo funziona davvero

Il punto sta tutto nel rilascio graduale dell’amido, quella sostanza naturale della pasta che, a contatto con il liquido caldo, piano piano si scioglie e forma una cremina densa, morbida, leggermente lucida. È un trucco che gli chef usano di continuo.

Rispetto alla pasta bollita a parte e poi ripassata nel sugo, qui la salsa avvolge ogni boccone.

Ingredienti base per 4 persone

  • 350 o 400 g di pasta corta, tipo ditalini, risoni, lumachine, gnocchetti sardi, farfalle o anche spaghetti spezzati
  • 700 o 800 g di passata di pomodoro oppure pelati leggermente schiacciati
  • 600 o 1000 ml di brodo vegetale bollente o, se non c’è, semplice acqua calda
  • 1 cipolla oppure 1 scalogno tritato
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • pepe
  • basilico o un po’ di prezzemolo fresco

Facoltativi per la mantecatura finale:

  • parmigiano grattugiato
  • una piccola noce di burro

Il procedimento usato in cucina

1. Prepara la base del sugo

Scalda un po’ di olio extravergine in una casseruola larga e non troppo alta. Metti dentro la cipolla o lo scalogno e anche l’aglio, poi lascia rosolare per un paio di minuti a fuoco medio. Versa la passata di pomodoro, aggiusta di sale e pepe, butta qualche foglia di basilico e lascia andare per 5–10 minuti.

Il sugo deve avere un suo carattere definito prima che ci butti dentro la pasta.

2. Tosta la pasta

Butta la pasta cruda direttamente nel sugo. Mescola per un minuto, magari due, finché ti sembra ben avvolta. È una piccola tostatura, un po’ come si fa col riso.

3. Cuoci come un risotto

Versa un mestolo di brodo bollente, quel tanto che serve a coprire appena la pasta. Mescola spesso. Quando il liquido è quasi sparito, aggiungi un altro mestolo e continua così.

Procedi in questo modo fino a fine cottura. A seconda del formato ti possono volerci anche 10 o 20 minuti. Il momento ideale è quando è al dente, con il fondo ancora morbido, non del tutto asciutto. Tieni sempre il brodo caldo.

4. Manteca e servi subito

Appena la pasta è cotta al punto giusto, spegni il fuoco. Butta dentro il parmigiano e anche una piccola noce di burro. Mescola bene per una trentina di secondi, poi copri la pentola e lascia per 1 minuto. Alla fine aggiungi qualche erba fresca e un filo d’olio a crudo.

Come capire se è riuscita bene

  1. La pasta non affiora nel liquido, ma non è neppure asciutta del tutto.
  2. Il sugo è ben legato, brillante.
  3. Nel piatto scivola piano.

Chi si trova a suo agio con questa tecnica, di solito, finisce per scegliere formati ruvidi o piccoli, perché tengono meglio il condimento.

Varianti semplici che funzionano

Da qui puoi prendere spunto e dare un altro carattere al piatto usando davvero pochi ingredienti:

  • zucchine a dadini, da unire al soffritto quando prende colore
  • zafferano e pancetta
  • pomodorini freschi
  • funghi trifolati

Meglio aggiungere il liquido un po’ per volta.

Quando il tempo è poco questa è una di quelle tecniche da ricordare. Una sola pentola, qualche gesto che si ripete quasi senza pensarci, e la pasta risulta più cremosa, più gustosa.

Redazione Mark News

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