C’è un profumo che, appena apri il barattolo, ti fa capire subito perché questa cosa si tramanda “a voce” da generazioni: il rosmarino che ha ceduto al vino bianco la sua parte più verde, balsamica, quasi solare. E sì, sembra una magia da cucina di casa, ma dietro c’è un trucco semplice e precisissimo, la macerazione fatta bene.
Perché rosmarino e vino bianco funzionano così bene
Il vino bianco secco non è solo “il liquido che abbiamo in dispensa”. È un solvente delicato: scioglie e cattura gli aromi del rosmarino senza coprirli, anzi li rende più netti. Il risultato è un vino profumato, da usare come aperitivo, come digestivo o come piccolo tonico tradizionale.
Il rosmarino (il nostro rosmarino di sempre) è famoso per la sua impronta aromatica e per l’idea, molto popolare, che “rimetta in moto” dopo un pasto impegnativo.
La regola d’oro che cambia tutto: rosmarino asciuttissimo
Qui cascano in tanti, e capisco perché: lo lavi, lo scuoti e via. Invece no. L’acqua residua è la nemica numero uno, diluisce gli aromi e può peggiorare la conservazione.
Fai così:
- lava rapidamente i rametti
- asciuga con cura (carta da cucina, poi 10 minuti all’aria)
- usa solo foglie e punte sane, profumate, senza parti annerite
Ricetta veloce (2 giorni), perfetta se è la prima volta
Ingredienti
- 1 litro di vino bianco secco
- 15-30 g di rosmarino fresco (foglie o rametti)
Metodo
- Metti il rosmarino in un barattolo di vetro capiente e pulitissimo.
- Versa il vino bianco fino a coprire tutto.
- Chiudi bene e lascia macerare 2 giorni in luogo fresco e al buio.
- Agita 1 o 2 volte al giorno, un gesto rapido, come “svegliare” il barattolo.
- Filtra con colino fine (meglio ancora garza o filtro da caffè).
- Conserva in frigo e servi fresco.
Il sapore qui resta più “leggero”, molto erbaceo, ideale se vuoi un risultato elegante e non invadente.
Ricetta tradizionale (5-8 giorni), per un profumo più profondo
Ingredienti
- 1 litro di vino bianco secco
- 3-4 rametti, oppure circa 30 g di rosmarino fresco
Metodo
- Inserisci il rosmarino in bottiglia o barattolo di vetro.
- Copri con il vino, chiudi e lascia macerare 5-8 giorni al buio e al fresco.
- Agita spesso, anche una volta al giorno va bene.
- Filtra finché ottieni un liquido limpido.
- Travasa in bottiglia di vetro scuro e conserva al fresco (o in frigo).
Qui arriva la differenza: l’aroma diventa più rotondo, resinoso, quasi “da dispensa di montagna”.
Variante digestiva con limone e alcol (più intensa, più “da fine pasto”)
Questa è la versione da nonne che amavano i liquori fatti in casa: prima si estrae più aroma con l’alcol, poi si arrotonda con il vino.
In pratica:
- Macera rosmarino, scorza di limone e una spezia tipo macis in alcol per 6 giorni.
- Filtra.
- Aggiungi vino bianco e lascia riposare 2 giorni.
- Filtra di nuovo e servi freddo come digestivo.
Il risultato è più deciso, quasi “medicinale” nel senso buono, con una nota agrumata che pulisce il palato.
Quando berlo, e come usarlo senza esagerare
Tradizionalmente si usa:
- come aperitivo (un bicchierino prima dei pasti per stimolare l’appetito)
- come digestivo (dopo, soprattutto se il pranzo è stato abbondante)
- come piccolo tonico nelle giornate lente e pesanti
L’idea popolare è che aiuti a “rimettere ordine” nello stomaco e dia una sensazione di energia gentile. Sempre con buon senso, perché resta una bevanda alcolica.
Conservazione e trucchi da risultato “da bottiglia regalabile”
Per farlo durare bene e mantenerlo profumato:
- usa sempre vetro scuro o tienilo al buio
- conserva al fresco (in frigo dura settimane)
- filtra con cura, più è limpido, più resta stabile
- scegli rosmarino raccolto tra primavera ed estate, quando è più aromatico
Se ti stai chiedendo qual è “il segreto” vero, è proprio questo: rosmarino fresco, asciutto, vino secco, buio, pazienza. Due giorni per innamorarti, otto per non tornare più indietro.

