C’è un momento, davanti alla friggitrice ad aria già calda, in cui ti viene quell’idea “furba”: metto un foglio di carta da forno così non sporco niente. Sembra logico, quasi inevitabile. Eppure, proprio lì si gioca la differenza tra un risultato wow e un vassoio un po’ triste, umido, che sa di occasione mancata.
La risposta, sì ma con giudizio
Secondo il Prof. Vincenzo Schettini, la carta da forno non è un tabù. Si può usare, ma solo quando serve davvero e soprattutto nel modo giusto. Il punto non è “si può o non si può”, il punto è capire cosa stai facendo alla tua friggitrice, perché lei non cuoce come un forno statico.
E quando lo capisci, ti viene spontaneo usarla come un aiuto discreto, non come un’abitudine automatica.
Il motivo: come cuoce davvero la friggitrice ad aria
La friggitrice ad aria vive di aria calda. Una resistenza porta l’aria anche intorno ai 200°C, poi una ventola la spinge a girare veloce, abbracciando il cibo da più lati. È la convezione, in pratica, quella danza continua che asciuga la superficie e crea croccantezza con poco olio.
Ora immagina di mettere un tappetino, la carta, proprio dove l’aria dovrebbe passare: sotto.
Se la carta copre i fori del cestello, il flusso d’aria dal basso si indebolisce. Risultato tipico:
- sotto resta più umido,
- si crea più condensa,
- alcune parti si cuociono “a metà”,
- la crosta non viene uniforme.
È un po’ come correre con una scarpa slacciata, vai avanti, ma perdi efficienza.
I rischi reali da evitare (senza allarmismi)
Usata bene, la carta è gestibile. Usata male, diventa un problema, soprattutto per sicurezza e qualità.
Ecco i rischi più comuni:
- Bruciatura: se la carta sporge verso l’alto e si avvicina alla resistenza, può scurirsi e, nei casi peggiori, prendere fuoco.
- Movimento con l’aria: angoli liberi, pieghe, lembi “svolazzanti” possono essere sollevati dal getto caldo della ventola.
- Cottura meno efficace: se la usi “di routine”, riduci l’elemento chiave della friggitrice, cioè la circolazione totale dell’aria.
La sensazione finale, quella che molti descrivono senza capire perché, è: “Non viene mai croccante come nei video”.
Quando ha senso usarla davvero
Ci sono situazioni in cui la carta non è pigrizia, è strategia. Io la penso così: se ti evita un disastro, allora merita spazio.
Usala soprattutto per:
- cibi appiccicosi (glasse zuccherine, salse dense, miele),
- formaggi o ripieni che colano e rischiano di incollarsi,
- impasti delicati che si spezzano facilmente,
- preparazioni che lasciano residui ostinati nel cestello.
Se invece stai cuocendo patate, verdure, alette, cotolette o qualsiasi cosa punti alla croccantezza, meglio lasciare il fondo il più libero possibile.
La check-list “alla Schettini” per usarla bene
Per non rovinarti la cottura, tieni a mente questi passaggi semplici:
- Controlla il manuale del modello, alcune griglie e geometrie reagiscono diversamente.
- Ritaglia la carta su misura del fondo, niente bordi alti o svolazzanti.
- Se puoi, fai o usa carta con fori sufficienti, così l’aria passa anche da sotto.
- Mettila solo con il cibo sopra, mai durante il preriscaldamento a cestello vuoto.
- Non sovrapporre strati, un solo foglio, ben aderente.
Il trucco finale: la friggitrice dà il meglio senza ostacoli
La verità, quella che ti fa risparmiare tempo e ti regala risultati migliori, è questa: la friggitrice ad aria è progettata per lavorare “in aria”, non “su carta”. La carta da forno è un jolly da usare ogni tanto, quando ti serve per proteggere, non per sostituire una buona gestione del cestello.
Se la tratti così, come un aiuto mirato, ti ritrovi con meno sporco e la stessa, gloriosa croccantezza. E a quel punto, sì, ti sembra quasi di aver sbloccato un livello.




