La torta fredda wafer e caffè di Benedetta Rossi ha fatto innamorare tutti: è meglio del tiramisù

C’è un momento, quando apri il frigo e senti profumo di caffè, in cui capisci già che stai per fare pace con la giornata. Questa è la sensazione che dà la torta fredda wafer e caffè resa famosa da Benedetta Rossi: un dolce no-bake che sembra “troppo facile per essere così buono”, e invece funziona davvero, strato dopo strato.

Perché “meglio del tiramisù” (e quando lo è davvero)

Dire che è meglio del tiramisù è una provocazione, ma capisco benissimo perché tanti lo dicono. Qui non c’è uovo, non c’è cottura, non c’è il rischio di inzuppare troppo i biscotti e ritrovarsi una crema che scappa ai lati. C’è una costruzione semplice, pulita, quasi “da frigorifero di casa” nel senso più bello.

I motivi per cui conquista tutti:

  • Velocità: 20-30 minuti di lavoro, poi fa tutto il frigo.
  • Effetto wow: tagli una fetta e gli strati vengono fuori nitidi.
  • Consistenza furba: i wafer si ammorbidiscono al punto giusto senza disfarsi.
  • Personalizzazione: cambi wafer e cambi dolce, vaniglia, cacao, nocciola, caffè.

È “meglio del tiramisù” soprattutto quando hai poco tempo, ospiti all’ultimo, o semplicemente vuoi un dessert al caffè senza complicarti la vita.

Ingredienti (stampo 20-22 cm, 8-10 porzioni)

  • 300 g di wafer (più qualcuno extra per decorare)
  • 200-250 ml di caffè moka freddo (poco o non zuccherato)
  • 250 g di mascarpone ben freddo
  • 250-300 ml di panna fresca da montare, ben fredda
  • 80-100 g di zucchero a velo
  • cacao amaro q.b.
  • Opzionali: 8 g di gelatina in fogli, gocce di cioccolato, granella di nocciole, scaglie di fondente

Metodo (passo-passo, senza ansia)

  1. Prepara il caffè e fallo raffreddare completamente. Questo passaggio è sacro, se è tiepido, la crema perde tono.
  2. Monta la panna fredda con lo zucchero a velo fino a una consistenza ferma ma non “burrosa”.
  3. Unisci il mascarpone freddo poco per volta, con movimenti delicati dal basso verso l’alto, così resti con una crema ariosa.
  4. Rivesti lo stampo con pellicola o carta forno, ti aiuterà a sformare con facilità.
  5. Fai un velo di crema sul fondo, poi aggiungi uno strato di wafer.
  6. Inumidisci i wafer con il caffè, velocemente, usando un cucchiaio o un pennello. L’idea è “profumare”, non inzuppare.
  7. Copri con crema e ripeti gli strati fino a finire, chiudendo con crema liscia. Se vuoi, aggiungi tra gli strati gocce di cioccolato o granella.
  8. Copri e lascia riposare in frigo almeno 4 ore, meglio tutta la notte.
  9. Sforma e completa con cacao amaro e wafer sbriciolati.

Il trucco che cambia tutto: il riposo

La magia succede mentre tu fai altro. Durante le ore in frigo, i wafer assorbono umidità e aroma di caffè, diventano morbidi ma restano “strutturati”. È un equilibrio simile a quello del tiramisù, solo più prevedibile e, spesso, più leggero al palato.

Varianti furbe (senza stravolgere la ricetta)

Vuoi giocare un po’ senza perdere il senso del dolce?

  • Versione più stabile: aggiungi gelatina (8 g) sciolta e incorporata, utile se fa caldo o se devi trasportarla.
  • Più golosa: scaglie di fondente tra gli strati e cacao finale abbondante.
  • Più “nocciolosa”: wafer alla nocciola e una pioggia di granella sopra.
  • Taglio da festa: fai strati più sottili, sembrerà una torta di pasticceria.

Alla fine, il motivo per cui “fa innamorare tutti” è semplice: sembra un dolce da occasione, ma si prepara con gesti quotidiani. E quando la fetta esce compatta, profumata, cremosa, ti viene spontaneo pensare che sì, oggi il tiramisù può anche aspettare.

Redazione Mark News

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