Baccalà alla vicentina con polenta: la ricetta secondo la tradizione veneta

In cucina l’aria sa già di cipolla dolce e di olio che sfrigola piano, mentre il tegame comincia a muoversi appena. Il segreto è: pesce ammollato come si deve, pochi ingredienti scelti e il tempo necessario perché tutto si trasformi in una crema.

In Veneto si sente nominare di continuo il “baccalà”, però nella ricetta classica vicentina il vero protagonista è lo stoccafisso, cioè merluzzo secco.

Gli ingredienti della tradizione

Dosi per 4-6 persone:

Per il pesce

  • 1 kg di stoccafisso già ammollato
  • 100-250 g di cipolle, tagliate sottili sottili
  • 500 ml di latte intero
  • 200-300 g di olio extravergine d’oliva
  • 3-6 filetti di acciughe o sarde sotto sale, ben dissalate
  • farina 00, quanto basta
  • 50 g di Grana Padano o Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 1 ciuffo di prezzemolo tritato
  • sale e pepe, quanto basta

Per la polenta

  • 200 g di farina di mais gialla
  • 1 litro d’acqua
  • 25 g di sale grosso

Prima di iniziare: l’ammollo conta davvero

Se parti dal pesce secco, ci vogliono circa 3 giorni in acqua fredda, con cambi regolari dell’acqua. Alla fine il pesce deve essere sodo ma non duro, un po’ elastico al tatto e senza il sale in eccesso.

Procedimento passo passo

1. Prepara il soffritto

In un tegame largo lascia stufare le cipolle, a fuoco dolce, con olio. Quando iniziano a diventare morbide, unisci le acciughe o le sarde e il prezzemolo tritato. Le acciughe devono sciogliersi. Puoi mettere anche aglio.

2. Sistema il pesce

Pulisci lo stoccafisso togliendo pelle e lische, poi taglialo in pezzi più o meno della stessa misura. Passalo in poca farina.

3. Componi il tegame

Spennella il fondo con un po’ di soffritto. Sistema i pezzi di pesce senza pigiarli troppo. Coprili con il condimento rimasto, versa il latte, poi il formaggio grattugiato, il pepe e l’olio che ti è avanzato. Il pesce deve stare quasi del tutto coperto.

4. Cuoci piano, anzi pianissimo

Fallo andare per 3-4 ore, anche un po’ di più se il pezzo è grande, a fuoco minimo oppure in forno statico a 150°C. Nella tradizione vicentina si parla di una cottura che “pipa”, cioè il sugo fa appena qualche piccolo accenno di bollore. Il tegame si prende e si scuote piano, con un movimento circolare.

5. Prepara la polenta

Metti a scaldare l’acqua con il sale finché inizia a bollire. A quel punto lascia cadere la farina di mais a pioggia, continuando a mescolare. Lasciala cuocere per 40-50 minuti, girando con un cucchiaio di legno, finché la polenta risulta morbida e uniforme.

Come capire se è venuto bene

Di solito ci sono tre segnali:

  • il pesce si rompe quasi da solo
  • il sugo viene fuori chiaro e ben amalgamato
  • senza troppo sale né troppo olio

C’è chi al posto del formaggio usa il pangrattato, chi accorcia il latte o lo toglie del tutto. Sono varianti comuni.

Il modo giusto di servirlo

Portalo in tavola ben caldo, adagiato su un letto di polenta morbida, con un po’ di prezzemolo fresco e una macinata di pepe, se ti va. Lasciato riposare per qualche ora.

Redazione Mark News

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